• Redazione: M.Sebastiani
  • 21 July , 2020
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L'attualità del Rig Veda, un caso eclatante

di Kenan Digrazia  L’inno 164 contenuto nel primo libro del Ṛg Veda Saṃhitā è stato redatto circa tremila anni fa. Ciò che stupisce profondamente, anche valutando i dubbi che necessariamente sorgono dalla traduzione di un testo così antico, è il fatto che in esso sono contenuti dei temi paragonabili con il pensiero filosofico occidentale, con Kant ad esempio. Un altro aspetto sorprendente è la comprensione e l’esposizione dei fenomeni celesti e astronomici. Infine, in esso si parla della Trinità, della Parola come principio mediatore e di tutta una serie di intuizioni teologiche che risuonano particolarmente familiari a chi abbia consuetudine con la tradizione religiosa cristiana. Non si può non rimanere intensamente colpiti da un'approfondita lettura dell'inno numero ...

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  • Redazione: M.Sebastiani
  • 15 July , 2020
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La ragione della guerra nella Bhagavadgita

di Marco Sebastiani   Le riflessioni filosofiche della Bhagavadgita sono incredibilmente attuali. Qualcuno potrebbe dire perché trattano i temi eterni intorno ai quali si interroga l'uomo, ma, più probabilmente, lo sono, per chi nasce in una cultura europea, perchè trova un sostrato paragonabile a quello dei poemi omerici e della filosofia greca. Questo sostrato non è ascrivibile all'identità umana, sarebbe una semplificazione che ci porrebbe fuori dal dominio della storia, assecondando quelle scuole, ormai datate, che hanno ricercato il ripetersi di temi analoghi nei miti e nelle religioni, in modo meccanico e acritico. Questo sostrato assume caratteristiche tanto peculiari in una minoranza di culture, seppure dominanti in molte regioni del mondo. Queste culture hanno anten...

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  • Redazione: M.Sebastiani
  • 03 July , 2020
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Sanscrito: lez.7, 1a declinazione in -a

di Marco SebastianiNella presente lezione inizieremo dal concetto stesso di declinazione. In Italiano infatti il rapporto tra le parole, in una frase, viene espresso mediante preposizioni o locuzioni: da, con, per mezzo di, attraverso, etc. Diciamo ad esempio "Noi rendiamo omaggio a Shiva". In sanscrito invece, queste relazioni tra le parole della frase, non sono rese con preposizioni, ma semplicemente aggiungendo otto diverse desinenze alla fine delle parole, noti come "casi" della parola. Diciamo quindi "namaḥ śivāya" dove il secondo termine significa appunto "a Shiva".Lo stesso avviene in latino, in tedesco, in indi, eccetera. Il sanscrito è una lingua arcaizzante e conserva un numero di casi maggiore del latino, che ne ha sei, o del tedesco, che ne ha quattro. Queste desinenze cam...

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  • Redazione: M.Sebastiani
  • 27 May , 2020
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Alle radici dello yoga, l’induismo.

di Enrico CasagrandePrefazione di Marco SebastianiE' certamente molto difficile parlare di induismo in un breve articolo, poiché risulta impossibile ridurre una tale complessità in semplici schematismi. Tuttavia possiamo fare un tentativo, tenendo a mente che qualsiasi categorizzazione tenteremo sarà parziale, arbitraria e artificiale. Ci stiamo occupando di un insieme di tradizioni che affondano le proprie origini in decine di migliaia di anni e che non si sono mai considerate un'entità unica o omogenea. Shivaismo, visnuismo, shaktismo, scuola smarta, movimenti riformatori e i moltissime altri orientamenti, diffusi all'interno del subcontinente indiano, che basano le proprie credenze intorno ai Veda, hanno più differenze che non punti di contatto. In modo analogo a come noi parliamo ...

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  • Redazione: M.Sebastiani
  • 26 May , 2020
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Sanscrito Lez.6 - I numeri

Dopo aver metabolizzato il sandhi, almeno speriamo, oggi trattiamo un argomento più semplice e molto utile: come si conta.E' un argomento significativo in assoluto, ma in particolare per lo yoga. Diversi stili di yoga prevedono il conteggio dei respiri, o di ciascuno movimento, durante la pratica, tra i quali i più significativi in occidente sono il vinyasa del maestro Krishnamacharya e l'ashtanga del maestro Jois. Ancora oggi le classi guidate di questi due stili prevedono il conteggio in sanscrito.I numeriIniziamo con una notizia sensazionale: lo zero è stato inventato dagli Indiani e non dagli Arabi. Il suo primo utilizzo è attribuito ad Aryabhatta, matematico ed astronomo che visse intorno al 500 A.C. in quella che oggi è la città di Patna nello stato del Bihar.Un'altra curiosit...

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  • Redazione: M.Sebastiani
  • 19 May , 2020
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I maestri e l'Occidente: Vivekananda e Yogananda

di Enrico CasagrandeIntroduzione A partire dalla fine del XIX secolo l’Occidente comincia ad ospitare maestri dell’India, formati nei solchi della tradizione dello Yoga del Sanatana Dharma, che attirano l’attenzione di un pubblico che tutt’al più conosce versioni esotizzate dell’argomento ed è pronto a processare informazioni che saranno il fertile terreno sul quale germoglierà lo Yoga occidentale, versione spesso adattata da un ethos essenzialmente utilitaristico. I primi, tra questi maestri, che vanno menzionati sono Swami Vivekananda e Paramahansa Yogananda che fanno conoscere al mondo uno Yoga impostato su tecniche di meditazione accolte per la loro connotazione vicina all’esoterismo già presente nell’humus culturale del pubblico dell’epoca. Vivekananda e il Pa...

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